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Percorso di Evoluzione Psicosomatica · Incontro 1

Il corpo fisico

Radicamento e Salute

21 Marzo 2026

L'incontro iniziale del Percorso di Evoluzione Psicosomatica vuole essere un primo passo nell'esplorazione di noi stessi secondo un paradigma tanto nuovo, quanto antico: dove il sentire preceda il capire, la difficoltà diventi una sfida che nutre il nostro cambiamento interiore, la ferita una porta attraverso la quale incontriamo la nostra vera essenza e non più un fardello da portare con rancore.

Nella mappa che abbiamo deciso di seguire, il corpo fisico rappresenta la radice della nostra struttura. Esso è stato in molte tradizioni spirituali sminuito e relegato nel campo della materia inutile e senza importanza, ostacolo nel raggiungimento del divino. Noi, al contrario, desideriamo ribaltare questo paradigma, restituendo alla parte più materiale e densa del nostro essere la dignità e l'importanza che merita e la sua centralità nel cammino di conoscenza di noi stessi.

Il corpo fisico ci permette di ricevere informazioni da tutti gli altri corpi che ci compongono (emotivo, energetico, mentale e spirituale) e sentirle come sensazioni. Esso rappresenta anche il luogo dove tutte le disarmonie del nostro essere si vanno eventualmente a depositare, generando alterazione e compromissione dello stato di salute.

A livello personale, il corpo fisico rappresenta il veicolo che ci permette di relazionarci, di nutrirci, di sentire, di ricevere informazioni attraverso i 5 sensi e di radicarci nel momento presente. A livello transpersonale, esso ci connette alla nostra storia e alle nostre radici ancestrali e quindi ai nostri avi e alle loro voci, le loro promesse, i loro traumi e le loro memorie; bagaglio che consapevolmente o inconsapevolmente portiamo con noi.

In questo primo incontro esploreremo insieme questo strumento, imparando ad affinare la nostra capacità di ascoltarne i messaggi e tagliando il ramo di false credenze che non ci permette di prendere il volo.

«Il corpo è il tempio dell'anima. Prenditi cura di esso con grazia e tenerezza.»— Swami Sivananda
Storia Zen · Il falco che non poteva volare

Un re ricevette in regalo due piccoli falchi che consegnò ad un maestro falconiere per il loro addestramento.

Dopo alcuni mesi, l'istruttore avvisò il re che uno dei falchi era stato educato in maniera perfetta, ma non sapeva cosa stesse accadendo all'altro. Da quando era arrivato alla dimora reale il falco non si era ancora mosso dal ramo.

Furono convocati guaritori, maghi, sacerdoti, ma nessuno riuscì a far prendere il volo a quel piccolo falco. La situazione migliorò magicamente quando la mattina seguente il piccolo falco venne avvistato librarsi nel cielo blu.

"Portatemi il responsabile di questo miracolo", ordinò il sovrano. Davanti al re comparve un semplice contadino, dalle fattezze semplici ma con molta saggezza.

Incuriosito il re gli chiese: "Come sei riuscito a far volare il falco? Sei per caso un mago?"

"Non è stato difficile mio signore", spiegò il contadino. "Ho semplicemente tagliato il ramo su cui era poggiato il piccolo falco. Solo allora l'uccello si è reso conto che aveva le ali."

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