Chi siamo
Sono nato a Milano nel 1976, e per molti anni la mia vita è stata scandita dal ritmo della rianimazione: sedici anni tra terapia intensiva e sale operatorie, undici nelle emergenze del 118.
In quegli anni ho incontrato la vita e la morte da una distanza ravvicinata che pochi hanno la fortuna di conoscere. Ho imparato che il corpo non mente mai, che ogni respiro contiene una storia, e che il compito del medico non si esaurisce nella diagnosi o nella prescrizione. Richiede presenza, ascolto, la capacità di stare dentro il dolore altrui senza fuggire.
È stata proprio quella prossimità estrema con la fragilità umana a farmi capire che la medicina convenzionale, per quanto potente e necessaria, non basta da sola. La persona è molto più della somma dei suoi organi. Siamo reti di relazioni — dentro di noi e col mondo.
Il punto di svolta è arrivato attraverso l'omeopatia classica di Samuel Hahnemann che, in un momento difficile della mia vita, mi ha letteralmente rimesso in piedi. Da lì è iniziata una ricerca che non si è più fermata. Ho lavorato come medico volontario in Ghana e Rwanda, e durante l'emergenza Covid come rianimatore all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo — esperienza raccontata nel libro Morire durante la pandemia.
Oggi sono psicoterapeuta transpersonale, istruttore certificato di mindfulness biodinamica e assistente spirituale nella malattia e nel fine vita, formato con il master Tutto è Vita di Guidalberto Bormolini. Direttore scientifico dell'AIMNI e professore a contratto presso l'Università Niccolò Cusano di Roma.
Nella mia pratica integro medicina, psicoterapia, biorisonanza, nutrizione, tecniche craniosacrali e mindfulness biodinamica. Lavoro in rete con colleghi specialisti, perché nessuno può avere da solo tutte le competenze che una persona richiede.
Il lavoro sul Sé non è un lusso per pochi, ma è, a mio avviso, il compito più urgente e più trascurato del nostro tempo.
Il mio percorso di ricerca personale è originato da uno stato di disagio e distanza nel quale ho cominciato a sprofondare durante l'adolescenza. Una sensazione di incolmabile vuoto, di separazione e di mancanza di significato, un profondo rifiuto del sistema al quale appartenevo. Questo disagio raggiunse il suo culmine durante il periodo universitario, al termine del quale decisi di partire con un biglietto di sola andata per il mondo.
Raggiunta l'India incontrai la prima chiave di speranza nel mio cammino, la meditazione Vipassana. Imparai a osservarmi in maniera distaccata, iniziai a sentire il mio corpo energetico, sbirciai per la prima volta attraverso il velo di Maya.
Quella prima chiave diede un nuovo significato e una nuova direzione alla mia esistenza: vidi che esisteva un non luogo dove ogni cosa aveva un senso intrinseco, al di là della mente.
Molti anni di ricerca e pratica sono seguiti — una formazione in Naturopatia Bioenergetica e una in Counseling Transpersonale, innumerevoli esperienze, viaggi in Amazzonia, incontri con Curanderi e Sciamani, quattro anni di pratica con la tribù Lakota, periodi di isolamento e rituali di passaggio — solo per cominciare a comprendere che la vera cura è l'altro, il Cerchio, il rispecchiamento, il venir "Visti" e il "Vedere" gli altri.
Circa tredici anni fa ho cominciato a guidare percorsi e ritiri dove utilizziamo in sinergia meditazioni, cerchi di condivisione emozionale, bioenergetica, psicosomatica, Diadi dalla tradizione Zen e molti altri strumenti, con lo scopo di conoscersi e riconoscere la nostra vera Essenza, per provare a vivere la nostra vita in pienezza, autenticità e verità, al di là delle regole, dei condizionamenti e dei dogmi.